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	<title>Associazione Carlo Bortolani Onlus</title>
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	<description>"Non siamo stati concepiti per vivere la giornata, ma per costruire un progetto di vita degno della libertà e dignità dell'uomo"</description>
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		<title>E’ morto Michael Toney, l’ex condannato a morte, dopo un solo mese di libertà</title>
		<link>http://www.bortolanionlus.it/2009/10/04/e%e2%80%99-morto-michael-toney-l%e2%80%99ex-condannato-a-morte-dopo-un-solo-mese-di-liberta/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 10:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stava ricostruendosi una vita per godersi quella felicità che dodici anni di ingiusta detenzione nel braccio della morte del Texas in attesa dell’esecuzione gli avevano privato. Michael Toney, incontrato da Marina Bortolani insieme al Sindaco Delrio tre anni fa è deceduto a seguito di un incidente stradale.
Quando ho letto il titolo della mail “Very sad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-290" style="border: 1px solid black; margin: 4px;" title="Michael e nipotesett.2009" src="http://www.bortolanionlus.it/wp-content/uploads/2009/10/Michael-e-nipotesett.2009-150x150.jpg" alt="Michael e nipotesett.2009" width="150" height="150" />Stava ricostruendosi una vita per godersi quella felicità che dodici anni di ingiusta detenzione nel braccio della morte del Texas in attesa dell’esecuzione gli avevano privato. Michael Toney, incontrato da Marina Bortolani insieme al Sindaco Delrio tre anni fa è deceduto a seguito di un incidente stradale.</em></p>
<p>Quando ho letto il titolo della mail “Very sad news” su Michael Toney, 42 anni, l’ex condannato a morte incontrato alcune volte in Texas, di cui l’ultima insieme al Sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, pensavo si trattasse di una notizia negativa sulla sua liberazione. Ho subito immaginato che un cavillo giudiziario avesse riportato Michael in carcere.</p>
<p>Invece la notizia è stata ancora più tragica: Michael Toney è morto. Sabato 3 Ottobre. In un incidente stradale. Era alla guida del suo pickup tra Jacksonville, Texas, e la sua casa in Rusk, Texas, quando è andato fuori strada all’altezza di una curva. Non indossava le cinture di sicurezza ed è stato sbalzato fuori dall’abitacolo morendo sul colpo.</p>
<p>Il suo corpo si trova all’Autry Funeral Home di Jacksonville, Texas.</p>
<p>Proprio in questi giorni Michael aveva festeggiato un mese di libertà dopo dodici anni trascorsi nel braccio della morte in Texas e alcuni mesi nel carcere di Fort Worth.</p>
<p>Michael era felice e si stava ricostruendo una vita.</p>
<p>Francamente sono senza parole e stento ancora a credere a quanto sia successo.</p>
<p>Desidero informare Reggio Emilia di questo lutto, che colpisce tutti, perché era un cittadino di Fort Worth, la città gemellata con Reggio Emilia dal 1985, un ex condannato alla pena di morte incontrato anche dal Sindaco Graziano Delrio insieme alla sottoscritta nell’ottobre di tre anni fa e il cui caso è stato fatto conoscere in diverse scuole superiori locali, commovendo molti studenti, tanto che alcuni di essi avevano instaurato un rapporto di corrispondenza con Michael da circa un anno.</p>
<p>Fino a un mese fa sembrava un film a lieto fine, dove, nonostante dodici anni di vita ingiustamente bruciati  in un braccio della morte, alla fine trionfava la verità e la “giustizia” (anche se faccio ancora fatica a definirla “giustizia” visto che non era stato ammesso l’errore giudiziario, ma trovato un escamotage per liberare un uomo innocente).</p>
<p>Ora invece la trama di questo film è improvvisamente cambiata e il protagonista muore senza riuscire a godersi quegli anni felici che gli spettavano.</p>
<p>Tutto questo è davvero triste. Molto triste.</p>
<p><strong><em>Marina Bortolani</em></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>(Nelle foto: un recente momento felice di Michael -settembre 2009- insieme alla nipote durante il mese di libertà)</em></p>
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		<title>Microscopio Grillo: l’inchiesta completa della giornalista Valeria Rossi</title>
		<link>http://www.bortolanionlus.it/2009/09/27/microscopio-grillo-l%e2%80%99inchiesta-completa-della-giornalista-valeria-rossi/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 17:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisto del Microscopio]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Donazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[ 27 Settembre 2009. Cari associati, cari visitatori e cari benefattori, come già sapete, la storia del microscopio Grillo ci ha  costretti ad affidare l’evolversi della vicenda ad un legale a seguito delle ripetute bugie, ingiurie e diffamazioni  commesse dal Sig. Stefano Montanari nei nostri confronti.
Detto questo, siamo con la presente ad invitare a leggere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-281" style="border: 0pt none; margin: 4px;" title="fotoPonente2" src="http://www.bortolanionlus.it/wp-content/uploads/2009/09/fotoPonente2-150x150.jpg" alt="fotoPonente2" width="150" height="150" /> 27 Settembre 2009. Cari associati, cari visitatori e cari benefattori, come già sapete, la storia del microscopio Grillo ci ha  costretti ad affidare l’evolversi della vicenda ad un legale a seguito delle ripetute bugie, ingiurie e diffamazioni  commesse dal Sig. Stefano Montanari nei nostri confronti.</p>
<p>Detto questo, siamo con la presente ad invitare a leggere gli articoli/inchiesta di  <strong>Valeria Rossi</strong>, giornalista editrice de<em> Il Ponente</em> (quotidiano on line di Savona <a href="http://www.ilponente.com " target="_blank"><em>www.ilponente.com</em></a>). L’inchiesta, rispetto agli articoli già segnalati, è proseguita.</p>
<p>Pubblichiamo quindi di seguito la cronologia completa.<br />
Un’inchiesta nella quale i fatti esposti trovano giustificazione in specifica documentazione prodotta.</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
<p><a href="http://www.ilponente.com/2009/09/04/il-punto-sul-caso-montanari-e-sul-microscopio-elettronico" target="_blank"><strong>Il punto sul “caso Montanari” e sul microscopio elettronico</strong></a> (4 Settembre 2009)</p>
<p><a href="http://www.ilponente.com/2009/09/07/montanari-atto-terzo" target="_blank"><strong>Montanari, atto terzo</strong></a> (7 Settembre 2009)</p>
<p><a href="http://www.ilponente.com/2009/09/08/ho-lavorato-alla-nanodiagnostics-la-testimonianza-di-chi-ha-visto-da-vicino" target="_blank"><strong>“Ho lavorato alla Nanodiagnostics”: la testimonianza di chi ha “visto da vicino” </strong></a>(8 Settembre 2009)</p>
<p><strong><a href="http://www.ilponente.com/2009/09/22/caso-montanari-grillo-microscopio-elettronico-le-attese-precisazioni-della-bortolani-onlus" target="_blank">Caso Montanari-Grillo-microscopio elettronico: le attese precisazioni della Bortolani Onlus</a> </strong>(22 Settembre 2009)</p>
<p><a href="http://www.ilponente.com/2009/09/24/lettera-aperta-in-risposta-al-dottor-montanari" target="_blank"><strong>Lettera aperta (in risposta) al dottor Montanari</strong></a> (24 Settembre 2009)</p>
<p><a href="http://www.ilponente.com/2009/09/24/montanarigrillo-ed-ecco-anche-la-storia-del-primo-microscopio" target="_blank"><strong>Montanari/Grillo: ed ecco anche la storia del primo microscopio</strong></a> (24 Settembre 2009)</p>
<p><a href="http://www.ilponente.com/2009/09/25/considerazioni-sulla-conferenza-stampa-di-stefano-montanari" target="_blank"><strong>Considerazioni sulla conferenza stampa di Stefano Montanari</strong></a> (25 Settembre 2009)</p>
<p>.</p>
<p>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Denunciato il Sig. Stefano Montanari per diffamazione e ingiurie</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 15:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisto del Microscopio]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Donazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[11 Settembre 2009. Prendiamo atto che il Sig. Stefano Montanari è molto impegnato in politica (arrivando anche a candidarsi Premier!) e ultimamente in un’intensa attività denigratoria e diffamatoria nei confronti della nostra Onlus. Per noi è difficile rispondere alle sue calunnie, non nel merito, dove sarebbe molto semplice dimostrare il contrario, ma per la bizzarria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-256" title="giustizia" src="http://www.bortolanionlus.it/wp-content/uploads/2009/09/giustizia.jpg" alt="giustizia" width="112" height="143" />11 Settembre 2009</em>. Prendiamo atto che il Sig. Stefano Montanari è molto impegnato in politica (arrivando anche a candidarsi Premier!) e ultimamente in un’intensa attività denigratoria e diffamatoria nei confronti della nostra Onlus. Per noi è difficile rispondere alle sue calunnie, non nel merito, dove sarebbe molto semplice dimostrare il contrario, ma per la bizzarria e la molteplicità delle diffamazioni a cui è impossibile stare dietro e oggettivamente anche difficile dare peso.</p>
<p>Soprattutto appaiono stravaganti le sue fantasie che cercano di accreditare complotti politici orchestrati contro di lui sebbene lo stesso non riesca a fornire alcuna dimostrazione, ma che vengono utilizzati in modo strumentale per abbindolare qualche credulone (a dire il vero sempre meno) e forse anche per appagare la voglia di apparire del personaggio.<br />
Ciò non toglie che, sentendo comunque forte l’esigenza di tutelare la nostra onorabilità, comunichiamo che in data odierna, venerdì 11 Settembre, abbiamo presentato <strong>Querela e Denuncia nei confronti del Sig. Stefano Montanari</strong> per i seguenti capi di imputazione: 1) <em>Diffamazione; 2) Diffamazione a mezzo stampa; 3) Ingiurie; 4) Violazione della privacy</em>.<br />
<strong>Sarà quindi un Magistrato ad attestare la verità e a fare giustizia.</strong><br />
Ci preme in particolare verificare quanto il microscopio per cui sono stati raccolti i fondi sia stato effettivamente usato dai Signori Stefano Montanari e Antonietta Gatti per la ricerca e quanto<strong> a scopo di lucro</strong> per l’azienda Nanodiagnostics Srl che fa loro capo.<br />
Se ci è consentita una constatazione finale, a giudicare dal tempo che il Sig. Stefano Montanari dedica alla politica e all’intensa attività diffamatoria nei confronti della Onlus intasando la rete con le sue sciocchezze, diremmo che di ricerca ne ha fatta e ne sta facendo davvero poca.</p>
<p><strong>PS:</strong> Chi volesse approfondire l’attività del Sig. Stefano Montanari e conoscere meglio il personaggio, può prendere visione dell’inchiesta (<a href="http://95.211.14.139/?p=17727" target="_blank"><strong>clicca qui</strong></a> e <a href="http://95.211.14.139/?p=17827" target="_blank"><strong>clicca qui</strong></a>) e dell’intervista (<a href="http://95.211.14.139/?p=17879" target="_blank"><strong>clicca qui</strong></a>) a riguardo realizzati di<em><strong> </strong><strong>Valeria Rossi</strong></em> giornalista ed editrice del quotidiano on line di Savona <em>&#8220;Il Ponente&#8221;</em> (<a href="http://www.ilponente.com" target="_blank">www.ilponente.com</a>).</p>
<p><em><strong>Associazione Carlo Bortolani Onlus</strong></em></p>
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		<title>Aggiornamento microscopio bis</title>
		<link>http://www.bortolanionlus.it/2009/09/08/aggiornamento-microscopio-bis/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 13:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lasciamo agli utenti le dovute considerazioni sul proseguimento dell’inchiesta della giornalista-editrice de Il Ponente (www.ilponente.com ) Valeria Rossi dal titolo “Ho lavorato alla Nanodiagnostics”: la testimonianza di chi ha “visto da vicino” al seguente link:  http://95.211.14.139/?p=17879
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lasciamo agli utenti le dovute considerazioni sul proseguimento dell’inchiesta della giornalista-editrice de <em>Il Ponente </em>(<a href="www.ilponente.com">www.ilponente.com</a> ) <em>Valeria Rossi</em> dal titolo <strong>“Ho lavorato alla Nanodiagnostics”: la testimonianza di chi ha “visto da vicino” </strong>al seguente link:  <a href="http://95.211.14.139/?p=17879" target="_blank">http://95.211.14.139/?p=17879</a></p>
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		<title>Caso microscopio: aggiornamento</title>
		<link>http://www.bortolanionlus.it/2009/09/04/caso-micrscopio-aggiornamento/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 16:43:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
In attesa di depositare in Tribunale le denunce a carico del Sig. Stefano Montanari, pubblichiamo l&#8217;interessante inchiesta di Valeria Rossi, giornalista ed editrice della rivista on line Il Ponente (www.ilponente.com) dal titolo:  &#8220;Il punto sul “caso Montanari” e sul microscopio elettronico&#8221; riportata all&#8217;indirizzo internet http://95.211.14.139/?p=17727.
4 Settembre 2009, di VALERIA ROSSI – Dopo la pubblicazione dell’intervista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-234" title="ilponente" src="http://www.bortolanionlus.it/wp-content/uploads/2009/09/ilponente-150x150.jpg" alt="ilponente" width="150" height="150" /></p>
<p>In attesa di depositare in Tribunale le denunce a carico del Sig. Stefano Montanari, pubblichiamo l&#8217;interessante inchiesta di Valeria Rossi, giornalista ed editrice della rivista on line <strong>Il Ponente</strong> (www.ilponente.com) dal titolo:  &#8220;Il punto sul “caso Montanari” e sul microscopio elettronico&#8221; riportata all&#8217;indirizzo internet <a href="http://95.211.14.139/?p=17727" target="_blank">http://95.211.14.139/?p=17727</a>.</p>
<p>4 Settembre 2009, di <strong>VALERIA ROSSI </strong>– Dopo la pubblicazione dell’intervista al dottor Montanari e il successivo colloquio con Marina Bortolani, che mi ha portato a togliere la suddetta intervista dal giornale, ho cercato di raccogliere quanto più materiale possibile per fornire una panoramica completa dei fatti.<br />
Ho scambiato telefonate e mail con la Onlus Carlo Bortolani, con lo stesso dottor Montanari e con altre persone direttamente coinvolte nei fatti, l’ultima delle quali è stata Sonia Toni, ex moglie di Beppe Grillo tuttora in ottimi rapporti con lui, che ha curato una lunga serie di conferenze del dottor Montanari e promosso la pubblicazione di alcuni suoi libri.<br />
Premetto che la verità in tasca non l’avevo prima e non ce l’ho neanche oggi: ma avendo pubblicato e  successivamente “s-pubblicato” un’intervista su questo tema, ritengo di dover comunicare ai lettori almeno i fatti – comprovati da testimonianze o documenti – di cui sono venuta in possesso.<br />
Da questi emerge che  la decisione di donare il microscopio elettronico all’università di Urbino è stata motivata  principalmente da due fattori:<br />
a) l’utilizzo di questa apparecchiatura dalla Nanodiagnostics srl anche per scopi commerciali (analisi a pagamento) e non esclusivamente per la ricerca, come era stato invece dichiarato nel corso della raccolta fondi;<br />
b) il fatto che la stessa raccolta fondi sia partita sulla base di quello che potremmo definire “un equivoco” o più crudamente “una manipolazione” del dottor Montanari ai danni di Beppe Grillo, scoperta solo in un secondo tempo.<br />
<strong>I fatti: </strong>il dottor Montanari contattò Beppe Grillo, nel 2006, lamentando  quello che definì lo “scippo” del microscopio elettronico a quel tempo in uso alla Nanodiagnostics, ad opera dell’Università di Modena.<br />
Montanari sosteneva che questo microscopio era stato pagato, almeno in parte, con suo denaro personale e che l’unica motivazione per cui si era deciso il trasferimento era il fatto che le sue ricerche, evidenziando la pericolosità delle nanoparticelle (prodotte in larga  misura  dagli inceneritori), avessero infastidito qualche potere forte.</p>
<p>La motivazione poteva  essere credibile e non è escluso che, del tutto o in parte, fosse anche reale: <em> non</em> fu reale, però, il racconto che Montanari fece a Grillo sul fatto che pericolose  nanoparticelle fossero state rinvenute, a seguito delle sue ricerche, in una serie di diffusissimi e notissimi prodotti alimentari.<br />
Montanari disse a Grillo di aver scritto a tutte le aziende interessate e di non aver mai avuto alcuna risposta. Grillo, indignato da questi fatti gravissimi, invitò Montanari a partecipare ad una serie di spettacoli in cui, oltre a dare direttamente spazio al dottore, mostrava l’elenco dei prodotti incriminati e delle sostanze nocive che erano state trovate al loro interno grazie alle ricerche dello stesso Montanari e di sua moglie, la dottoressa Gatti.<br />
Nel video che potete vedere qui sotto si vede e si sente chiaramente Stefano Montanari che alla domanda: “Stefano, le ditte hanno mai risposto?”  esclama:  “No, no, mai!”. <strong>(<a href="http://www.youtube.com/watch?v=LE7TD5XSSNk&amp;eurl=http%3A%2F%2F95.211.14.139%2F%3Fp%3D17727&amp;feature=player_embedded" target="_blank">clicca qui per rivedere il video</a>) </strong><br />
Peccato  che…sorpresa! Nel 2007, in un’intervista a “Disinformatico” (che potete ancora leggere integralmente sul sito  <em>www.attivissimo.net</em> ) il dottor Montanari afferma che la storia  delle nanoparticelle nei prodotti alimentari è stata manipolata e distorta nei contenuti.<br />
Testualmente, afferma:  <em>“la cosa parte giusta, nel senso che quello che è stato detto di base, all’origine di tutto c’è una cosa quasi giusta. Poi, poi si è estrapolato e si sono dette delle cose che assolutamente non corrispondono al vero, ma proprio minimamente“.</em><br />
Montanari spiega (qui riassumo brevemente, ma consiglio la lettura dell’intervista intera) che lui e sua moglie, la dottoressa Gatti, hanno pescato a caso ed analizzato alcuni prodotti presi sugli scaffali dei supermercati.<br />
E specifica:  “<em>Attenzione, questo è fondamentale: di ogni prodotto noi abbiamo esaminato un pezzo, uno , non di più, cioè non abbiamo preso un lotto, due lotti, tre lotti, dieci lotti, come si dovrebbe fare se si fa un controllo normale, di legge, eccetera e si va a vedere che cosa c’è in tutti questi prodotti. Noi abbiamo preso una scatola di quel tipo di biscotti, un barattolo di quell’omogeneizzato, eccetera, e abbiamo esaminato. E abbiamo visto che in gran parte di questi prodotti, non tutti certamente, ci sono queste polveri che noi cerchiamo“.</em><br />
In pratica si era  trattato di controlli casuali, che avevano sicuramente evidenziato un possibile problema di inquinamento ambientale ma che <strong>non avevano e non potevano avere alcuna valenza scientifica</strong>, visto che poter definire una prova “scientifica” occorrono, come in parte ammette lo stesso Montanari, campionature mirate, analisi protocollate e, ovviamente, la pubblicazione dei risultati.<br />
In assenza di tutto questo, Montanari non disponeva di alcuna vera “prova” da poter presentare alle ditte produttrici… e infatti non scrisse mai neppure una riga a queste ditte, come sostiene nella stessa intervista, sbugiardando Beppe Grillo.</p>
<p>Ecco le sue testuali parole:  “<em>la lettera che noi avremmo scritto a queste industrie: la lettera non esiste, non abbiamo mai scritto niente a nessuna industria, mai. Mai perché non abbiamo mai messo sotto accusa nessuno, cioè l’unico, l’unico ente che abbiamo messo sotto accusa è lo Stato, cioè chi legifera, chi non fa leggi per controllare questo tipo di inquinamento. Noi non abbiamo mai scritto nulla a nessuno. Quindi se non abbiamo mai scritto è chiaro che nessuno ci risponde. Non c’è lettera, non c’è risposta“.</em><br />
Eppure, nel video, si vede chiaramente Grillo che parla di queste lettere e si sente altrettanto chiaramente Montanari che non solo non si sogna di smentirlo, ma avvalora le sue parole ( “Hanno mai risposto, Stefano?” “No, no, mai!”).<br />
Inoltre Grillo, come si vede sempre chiaramente nel video, espone una “lista nera” di prodotti senza che Montanari, presente sullo stesso palco,  si sogni di intervenire, di spiegare che si è trattato di campionature casuali,  insomma di specificare, come fa invece nell’intervista, che “dare un elenco di prodotti da mettere all’indice non ha nessun significato scientifico”.<br />
<strong>E non è tutto qui, purtroppo.</strong><br />
Un altro dato di fatto è che non siano mai state prodotte le prove (richieste più volte) del fatto che il primo microscopio elettronico fosse stato pagato anche con i soldi dei due ricercatori.<br />
Ma il dato di fatto ancor più eclatante è che il primo microscopio elettronico (quello “scippato” , secondo la prima versione di Montanari) <strong>sia lo stesso microscopio con cui la dottoressa Gatti sta tuttora lavorando al progetto europeo  DIPNA.</strong><br />
Sì, il microscopio è ancora in uso alla stessa ricercatrice: è con quello che porta avanti le sue ricerche, e non con il secondo microscopio, quello acquistato con la raccolta fondi.<br />
Lo ammette, ancora una volta, lo stesso Montanari: <em>“Il microscopio ci è stato tolto ormai già dal giugno del 2006, è rimasto imballato per nove mesi all’università di Modena, è stato riassemblato, rimontato diciamo così, di nuovo a spese nostre, perché noi adesso con quel microscopio portiamo avanti un altro progetto europeo“.</em><br />
Dunque, il primo microscopio non venne mai  realmente “sottratto” alle ricerche della dottoressa Gatti, ma semplicemente “spostato” dalla Nanodiagnostics di Modena all’Università di Modena.<br />
L’unica cosa che, di fatto, veniva impedita a Montanari/Gatti era l’utilizzo privato dell’apparecchiatura.<br />
<strong>In conclusione, questi sono i dati di fatto:</strong><br />
a) il dottor Montanari lamentò la sottrazione di un microscopio che in realtà era ancora in uso a sua moglie per le proprie ricerche;<br />
b) raccontò a Beppe Grillo la storia delle merendine inquinate e permise a Grillo di basare, su questa “scoperta”  che in realtà non aveva alcun fondamento scientifico, una serie di spettacoli mirati alla raccolta di fondi per un nuovo microscopio;<br />
c) a raccolta terminata e microscopio acquisito, negò la validità delle ricerche sulle merendine attribuendo a Grillo la responsabilità di aver “capito male, perché non era uno scienziato”.<br />
Mi risultano dunque questi  i motivi principali (ne esistono altri ancora, ma non posso scrivere un libro e quindi mi limito a quelli più gravi) per cui si interruppe il rapporto tra Beppe Grillo e Stefano Montanari, che oggi, in un’intervista rilasciata a Byoblu, si dichiara molto stupito del fatto che la Onlus e lo stesso Grillo “non si fossero più fatti vedere”.<br />
Forse  non c’era molto di cui stupirsi…<br />
Si aggiunga che Stefano Montanari, in alcune occasioni, millantò partecipazioni a progetti che in realtà non l’avevano affatto visto tra i protagonisti.  Per esempio nella sua biografia su  “consulente del progetto Nanopathology” della CE, circostanza smentita dall’ufficio stampa della stessa Comunità Europea, consultato da una docente universitaria in chimica:</p>
<p><em>From:     “ALEXANDRESCU Laura” &lt; Laura.ALEXANDRESCU@ec.europa.eu  &gt;<br />
To:      (il nome del richiedente è stato omesso per ovvi motivi di privacy)<br />
Subject: RE: (Fwd) Re: DIPNA {REF RTD REG/G.4(2008)D/579365}]{REF RTD<br />
REG/E.3(2008)D/593026} Date sent:            Wed, 3 Dec 2008 15:30:59 +0100</em><br />
<em>Il Dr Montanari non ha alcun titolo a vantarsi di aver partecipato ai 2 progetti finanziati…</em><br />
<strong>Fin qui i fatti, comprovati, che ho potuto raccogliere sulla storia del primo microscopio.</strong><br />
Quanto al <strong>secondo microscopio</strong>,  acquistato grazie alla raccolta di fondi fondata (mi si perdoni il bisticcio) sull’equivoco si cui sopra, sarebbe rimasto probabilmente  fuori dalla querelle tra Grillo e Montanari se solo i due scienziati avessero prodotto le prove del suo utilizzo a scopo di ricerca.<br />
Purtroppo, come si legge sul sito della Onlus: <em>“come più volte sollecitato ai due dottori, rimaniamo in attesa di una reportistica sui risultati e sulle scoperte scientifiche – confermate da pubblicazione e da attestati della comunità scientifica – prodotti in questi tre anni di possesso del microscopio. Ciò crediamo sia doveroso nei confronti dei benefattori. E’ evidente che riferimenti a ricerche e studi svolti prima dell’acquisto del microscopio in oggetto non sono inerenti a tale ripetuta richiesta, ma, anzi, possono risultare fuorvianti”.</em><br />
In realtà, anche nell’intervista concessa al Ponente, il dottor Montanari mi ha parlato di scoperte (”le nanoparticelle entrano nel nucleo della cellula”, “le nanoparticelle passano dalla madre al feto”) che in realtà appartengono ad un periodo precedente l’acquisizione del microscopio. A dire il vero esse venivano già citate dal professor Renzo Tomatis, (scomparso nel 2007)  in alcuni suoi studi. Ma senza voler entrare nel merito di “chi ha scoperto cosa”,  visto che qui non stiamo facendo discussioni scientifiche né accademiche, se ne deduce comunque che queste scoperte non sono dovute alla presenza del microscopio elettronico nella sede della Nanodiagnostics.<br />
<strong>Non risultano, peraltro, pubblicazioni a nome Montanari e/o Gatti relative agli ultimi tre anni, ovvero al periodo di permanenza del microscopio presso il loro laboratorio.</strong><br />
Risulta invece  che il microscopio è stato utilizzato per analisi private a pagamento: lo si evince dai ricavi dichiarati, visto che la mission principale della Nanodiagnostics sono appunto le analisi a pagamento.<br />
Il dottor Montanari, a questo proposito, rifiuta l’accusa di utilizzo lucroso, ma dichiara, in un post sul suo blog:  “<em>quello che facciamo per poter sopravvivere è cercare di vendere qualche analisi ai privati che se lo possono permettere e per questo usiamo anche (non sempre) il microscopio che, in qualche modo, cerca di contribuire al suo stesso mantenimento, visto che né lei né altri si muovono e tutto ci grava addosso“.</em><br />
Queste spese di mantenimento del microscopio sono state indicate da Montanari in 90.000 euro/anno;  ma anche questo costo è stato smentito dalla ditta produttrice, che invece le ha quantificate in circa 25/30.000 euro/anno.<br />
Insomma:  <strong>soltanto  la  mancanza di chiarezza sull’utilizzo del macchinario  – e soprattutto la mancanza di pubblicazioni relative alle ricerche svolte per mezzo di questo microscopio (e non di quello dell’Università di Modena, pagato con fondi CE) -  hanno indotto la Onlus Carlo Bortolani ad affidarlo all’Università di Urbino.</strong><br />
Il resto sono opinioni, ipotesi, supposizioni.<br />
Per esempio: può esistere una macchinazione o un complotto politico ai danni di Montanari?<br />
Ma certo che sì!<br />
E’ risaputo, e ne abbiamo chiari esempi anche nella nostra provincia, che chiunque lotti contri inquinamento, inceneritori e affini è sicuramente malvisto ed è spesso soggetto a pressioni, ricatti e altre piacevolezze simili.<br />
Nessuno si sogna di negare che cementificatori e “inceneritoristi” siano capaci di tutto e che spesso abbiano un potere politico ed economico sufficiente a stroncare una carriera o a danneggiare gravemente chi lotta contro di loro.<br />
Purtroppo, in questo caso, la mia personale impressione è che i presunti nemici di Montanari non abbiano neppure avuto bisogno di entrare in azione, perché il dottore ha fatto tutto da solo.<br />
Le dichiarazioni e controdichiarazioni,  l’indubbia strumentalizzazione del caso-merendine e il fatto di avere evidentemente carpito la fiducia di Beppe Grillo, per poi dissociarsene a risultato ottenuto, sicuramente gli  hanno alienato diverse simpatie, nonostante si tenda (la sottoscritta per prima) a tifare sempre di cuore  per chiunque sposi la causa ambientalista.<br />
Tifare per chi lo fa in modo scorretto, però,  diventa più difficile; e anche ammettendo che il suo “non accorgersi che Beppe Grillo aveva frainteso”  fosse per una buona causa e che comunque il fine giustificasse i mezzi, almeno a mio avviso, non è esattamente l’esempio di limpida correttezza professionale che ci si  aspetterebbe da cotanta icona della ricerca italiana.<br />
Per questo ritengo, personalmente,  che il dottor Montanari abbia commesso qualche errore di troppo e che questi errori giustifichino la decisione di spostare il microscopio acquistato coi fondi dei cittadini in altra sede.<br />
Ancora oggi il dottor Montanari mi ha inviato alcune  e-mail,  una delle quali attacca l’Università di Urbino accusandola di “<em>essersi schierata in più occasioni a favore di soggetti privati ed iniziative di carattere “imprenditoriale” di dubbia validità. Prova ne siano le recenti consulenze dell’Istituto di Botanica dell’Università e del Prof. Orazio Attanasi, in qualità di docente dell’Ateneo, a sostegno della realizzazione della centrale termoelettrica a cosiddette biomasse nel Comune di Orciano di Pesaro, un progetto ritenuto altamente pericoloso anche dall’IST – Istituto Nazionale per la Ricerca su Cancro di Genova, chiamato a esprimersi da uno dei comuni interessati.”</em><br />
Purtroppo, sempre dalle testimonianze in mio possesso, risulta che fu lo stesso Montanari ad indicare l’Università di Urbino come destinataria nominale del  microscopio.<br />
Se sapeva che questo ente pubblico era complice degli inquinatori, per quale motivo l’ha scelto?<br />
E se non lo sapeva, come può oggi accusare (più o meno velatamente) la Bortolani Onlus di complicità occulte con un Ente che NON è stato scelto da loro?<br />
Comunque,  personalmente inviterei i lettori a separare nettamente  le due cose, anzi tre: la ricerca da una parte, la lotta contro l’inquinamento dall’altra, la figura del dottor Montanari da un’altra ancora.<br />
Se una qualsiasi di queste non risulta limpida come tutti vorremmo, non è necessariamente valido l’assunto secondo cui non valgono nulla neanche le altre.<br />
<strong>Non è così che funziona, e qualsiasi tentativo di virare questa storia a favore di inquinatori e inceneritori sarebbe una strumentalizzazione inaccettabile.</strong><br />
La lotta contro l’inquinamento si basa su ricerche scientifiche fondate, validissime, alcune delle quali  sicuramente attribuibili anche alla dottoressa Gatti, con la collaborazione del dottor Montanari: questo non va assolutamente messo in discussione.<br />
Purtroppo sembra risultare che  il dottor Montanari, perseguendo il nobile  scopo della ricerca – che personalmente voglio continuare a  credere fondato su  puri ideali e non su speranze di  lucro personale – abbia  manipolato un po’ troppo persone, dati e fatti.<br />
Quindi la mia, personalissima ed opinabilissima, opinione è che Beppe Grillo abbia avuto fondati motivi per allontanarsi da questa figura e che la Bortolani Onlus abbia altrettanto fondati motivi non per “rubargli” il microscopio, ma per collocarlo in una sede in cui possa essere utilizzato anche per altre ricerche e da altri scienziati, in grado di garantire quei risultati scientifici e quelle pubblicazioni ufficiali che fino ad oggi la Nanodiagnostics non ha prodotto, <strong>ma a cui i donatori hanno assolutamente diritto.</strong><br />
Il tutto consentendo ugualmente  a Montanari-Gatti di continuare a far uso del microscopio per le proprie ricerche, come risulta dall’atto di donazione.<br />
Certo, non sarà comodo fare ogni volta 200 chilometri per utilizzarlo: su questo il dottor Montanari ha sicuramente ragione.  Però è anche vero che questo disagio appare come il risultato della sua scarsa trasparenza, e di questo non credo possa incolpare altri che se stesso.<br />
Che poi qualche potere (politico od economico che sia) legato agli inceneritori possa far festa, è fuor di dubbio: ma  questa è la conseguenza,  mentre  non c’è alcuna prova che possa farlo ritenere  la causa di quanto è successo.<br />
Nota finale: ciò che ho pubblicato è il risultato di due  giorni di  ricerche; ma non pretendo sicuramente, in due giorni, (per quanto intensi)  di aver sciolto tutti i nodi che compongono questa intricata storia.<br />
Il dottor Montanari avrà ampio diritto di replica, così come lo avranno tutte le persone informate che vorranno partecipare alla discussione, portando possibilmente  fatti concreti: ma anche le semplici opinioni saranno bene accette.<br />
Come si sarà notato, in questo mio “punto della situazione” manca la testimonianza diretta di uno dei principali interessati, e cioè Beppe Grillo. In realtà avevo cercato di contattarlo tramite il meetup savonese; ma la sua decisione, comunicata dal suo assistente, è quella di “<em>non rilasciare  interviste su questa faccenda per non alimentare ulteriori “rumors” fino a quando (a breve) farà un post su questo argomento</em>“.<br />
Ed  ovviamente – anche se un po’ a malincuore – non possiamo che rispettarla.</p>
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		<title>L’ex condannato a morte Michael Toney è uomo libero!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 16:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Michael Toney, l’ex condannato a morte incontrato in Texas dall’Associazione Carlo Bortolani Onlus insieme al Sindaco Delrio ha dormito la prima notte di libertà in un appartamento di Fort Worth. “Sono felicissimo e un po’ frastornato. Tante cose sono cambiate”, ha detto Michael al telefono.
Reggio Emilia 4 settembre 2009
ReFantastic News !
The case against Michael has [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-223" title="deriomarinatoney2rnw" src="http://www.bortolanionlus.it/wp-content/uploads/2009/09/deriomarinatoney2rnw-150x150.jpg" alt="deriomarinatoney2rnw" width="150" height="150" />Michael Toney, l’ex condannato a morte incontrato in Texas dall’Associazione Carlo Bortolani Onlus insieme al Sindaco Delrio ha dormito la prima notte di libertà in un appartamento di Fort Worth. “Sono felicissimo e un po’ frastornato. Tante cose sono cambiate”, ha detto Michael al telefono.</p>
<p><em>Reggio Emilia 4 settembre 2009</em></p>
<p><strong>ReFantastic News !</strong></p>
<p><strong>The case against Michael has been dismissed by the prosecutors.  He has left the jail and is on his way to have dinner with his attorneys”.</strong></p>
<p>Questa è la mail inviata da Mary, cara amica dell’ex condannato a Morte Michael Toney rilasciato su cauzione mercoledì 2 settembre dalla prigione di Fort Worth.</p>
<p>Proprio ieri sera ha pranzato con i suoi avvocati.</p>
<p><strong>Michael Toney è ora un ex condannato a morte.</strong></p>
<p>Ed è libero!!!!</p>
<p>Nel 2006 l’<strong>Associazione Carlo Bortolani</strong> Onlus propose al Sindaco <strong>Graziano Delrio</strong> una visita nel braccio della morte del Texas proprio a <strong>Michael Toney</strong>, originario di Fort Worth, città gemellata con Reggio Emilia e il cui caso era stato scelto dall’Associazione –grazie al prezioso contributo di <strong>David Atwood</strong> (Presidente di Pax Cristis Texas) e <strong>Arianna Ballotta</strong> (Presidente nazionale di Coalit –Coalizione Italiana contro la pena di morte)  per le troppe anomalie che presentava la documentazione processuale.</p>
<p>Inoltre lo stesso Toney si è sempre proclamato innocente.</p>
<p>Delrio accettò la proposta e insieme visitarono Toney nell’Ottobre 2006.</p>
<p>Oggi, finalmente, la bellissima notizia della liberazione.</p>
<p>Raggiunto telefonicamente da Marina Bortolani, Michael ha espresso tutta la sua felicità. Ha detto di essere un po’ frastornato perché tante cose sono cambiate. Ha fatto una lunga dormita e non vede l’ora di abbracciare tutte le persone che gli sono state vicino in questi anni.</p>
<p>Anche il Sindaco ha telefonato immediatamente a Toney per congratularsi e a Marina Bortolani per gioire insieme della nuova libertà di Michael.</p>
<p>In questo momento, alle ore 15.00 del  4 settembre 2009, Michael Toney si trova da uomo libero in un appartamento di Fort Worth attorniato dagli affetti che hanno sempre creduto alla sua innocenza.</p>
<p>L’Associazione, certa della sua sensibilità, rivolge a Graziano Delrio l’appello affinchè continui a percorrere il varco importante aperto:  è stato il primo Sindaco italiano a visitare un condannato a morte negli USA e dopo nemmeno tre anni proprio questo condannato a morte viene liberato risultando vittima di errori processuali. Ci si chiede quanti altri condannati a morte esistono in attesa di essere ingiustamente giustiziati. Forse è il caso che la politica italiana, avendo a questo punto toccato con mano un errore giudiziario (anche se il caso verrà riaperto gli errori che hanno portato alla liberazione sono stati riconosciuti) colga questa opportunità per far riflettere maggiormente la politica americana sul senso della pena capitale percorrendo con maggiore forza la strada verso l’abolizione di essa.</p>
<p>L’Associazione Carlo Bortolani Onlus rimane contraria alla pena di morte sia per chi è innocente che per chi è colpevole. E’ una barbarie che non dovrebbe più esistere in alcuna parte del mondo.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>IL CASO:</strong> Toney fu accusato e condannato alla pena capitale per aver lasciato sulla porta di casa della famiglia Blount di Lake Worth (nei pressi di Fort Worth, la città gemellata con Reggio Emilia) una bomba a seguito della cui esplosione morirono tre persone: Angela Blount, 15 anni, suo padre Joe e il 18enne Michael Columbus.</p>
<p>Il caso rimase irrisolto per 12 anni, finchè un giorno un compagno di prigionia di Michael Toney (alle sbarre allora per un furto) riferì alle autorità giudiziarie di aver ricevuto la confidenza dallo stesso Toney di esser stato lui l’autore di quella bomba del 1985. A seguito di tale testimonianza, il compagno di cella di Michael Toney fu liberato.</p>
<p>Successivamente si aprì il processo a carico di Toney, noto cowboy di rodeo.</p>
<p>La vicenda processuale, fra strane testimonianze e improvvise ritrattazioni, si tinse di giallo fin dall’inizio. Il risultato fu che alla fine lo Stato del Texas diede un nome al “colpevole” di quella bomba che spezzò tre giovani vite: Michael Toney.</p>
<p>Il condannato a morte –in condizioni economiche non abbienti- si dovette accontentare della difesa d‘ufficio. Fin dal primo istante si è sempre proclamato innocente.</p>
<p>Poi, da circa due anni, grazie in particolare al contributo economico di tanti benefattori europei che hanno permesso di incaricare un altro avvocato specializzato in “inchieste” è emerso un fatto grave: durante il processo che condannò a morte Michael Toney, le autorità giudiziarie archiviarono –e quindi non utilizzarono- una prova che avrebbe potuto scagionare Toney .</p>
<p>Nel dicembre scorso quindi si è deciso per la riapertura del caso e Michael Toney è uscito dal braccio della morte di Livingsotn (Texas) per essere trasferito al carcere di Fort Worth.</p>
<p>Dopo diverse udienze e il riconoscimento di alcuni errori processuali, mercoledì 2 settembre 2009 la liberazione.</p>
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		<title>Vacanze estive: andate in Abruzzo!</title>
		<link>http://www.bortolanionlus.it/2009/07/16/vacanze-estive-andate-in-abruzzo/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 09:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché non fare una “vacanza solidale” in una magnifica regione colpita tragicamente dal terremoto? I posti rimangono sempre stupendi, e gli abruzzesi ancor più ospitali.
 
 
Luglio 2009. Estate, tempo di vacanza e di scelta della meta.
Spesso si pensa alle costose vacanze all’estero, sebbene oggi -fra last minute e occasioni per abbattere la crisi – andare all’estero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-210" title="mare-abruzzo" src="http://www.bortolanionlus.it/wp-content/uploads/2009/07/mare-abruzzo-150x150.jpg" alt="mare-abruzzo" width="150" height="150" />Perché non fare una “vacanza solidale” in una magnifica regione colpita tragicamente dal terremoto? I posti rimangono sempre stupendi, e gli abruzzesi ancor più ospitali.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>Luglio 2009.</strong> Estate, tempo di vacanza e di scelta della meta.<br />
Spesso si pensa alle costose vacanze all’estero, sebbene oggi -fra last minute e occasioni per abbattere la crisi – andare all’estero è sicuramente molto più abbordabile rispetto a qualche anno fa.<br />
Ma c’è un Paese, il più bello al mondo, che può offrire momenti indimenticabili in posti unici invidiati da tutti. La nostra cara e amata Italia.<br />
Perché allora non concentrarci sul nostro Paese, pensando quest’anno a una vacanza “solidale”, all’Abruzzo, splendida regione colpita tragicamente dal terremoto? Purtroppo, un po’ perché fanno più “moda”  altre regioni, un po’ per una sorta di pudore inconscio per il quale forse non si vuole disturbare una popolazione sofferente, potrebbe non venire in mente di trascorrere una vacanza spensierata in Abruzzo.<br />
E’ invece proprio in questi momenti che gli abruzzesi, come poi hanno già dimostrato brillantemente, vogliono rialzare la testa con orgoglio, ritornare allo splendore di  sempre, essere nuovamente attrattivi come popolazione particolarmente ospitale e come luoghi incantevoli.<br />
In Abruzzo si riesce a coniugare mare e montagna con facilità. Le località sono sempre affascinanti e la popolazione oggi più di ieri accoglie i turisti con calore.<br />
Quest’anno scegliamo l’Abruzzo come meta per la nostra  vacanza! La solidarietà parte anche da queste piccole scelte, dove, oltre ad incentivare il turismo in Abruzzo, ritorniamo alla nostra quotidianità arricchiti nel cuore.</p>
<p><em><strong>Associazione Carlo Bortolani Onlus</strong></em></p>
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		<title>Donazione microscopio: alcune precisazioni</title>
		<link>http://www.bortolanionlus.it/2009/07/05/donazione-microscopio-alcune-precisazioni/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 10:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisto del Microscopio]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Donazioni per il Microscopio]]></category>

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		<description><![CDATA[In merito alla donazione alla Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino da parte della nostra Onlus del microscopio Esem a scansione ambientale acquistato grazie alla campagna di raccolta fondi di Beppe Grillo e condivisa dallo stesso Grillo, siamo a rassicurare che la ricerca sulle nanopatologie proseguirà, anzi, verrà potenziata ed allargata ad altri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In merito alla donazione alla <em>Facoltà di Scienze e Tecnologie</em> dell’Università di Urbino da parte della nostra Onlus del microscopio Esem a scansione ambientale acquistato grazie alla campagna di raccolta fondi di Beppe Grillo e <strong>condivisa dallo stesso Grillo</strong>, siamo a rassicurare che la ricerca sulle nanopatologie proseguirà, anzi, verrà potenziata ed allargata ad altri qualificatissimi ricercatori dell’Università di Urbino.</p>
<p><strong>Non saranno solo geologi</strong>, come sostiene in senso limitativo il Dott. Montanari, ma anche biologi, botanici, chimici, zoologici, ingegneri ambientalisti, mineralogisti e petrografi, che effettuano ricerche ambientali e sui diversi tipi di nanopatologie. La <em>Facoltà di Scienze e Tecnologie</em> dell’Università di Urbino dispone di strutture e spazi perfettamente idonei ad ospitare il microscopio oltre che personale tecnico altamente qualificato.<br />
Al tempo stesso ribadiamo al Dott. Montanari, fino ad ora unico utilizzatore dello strumento insieme alla moglie Dott.ssa Gatti, che nell’atto di donazione del microscopio all’Università di Urbino è stata inserita la clausola che consentirà loro di proseguire nell’utilizzo del microscopio <strong>&#8220;almeno&#8221; un giorno alla settimana</strong> (quindi non &#8220;un solo giorno&#8221; alla settimana come il dott. Montanari sostiene) ai fini della ricerca sulle nanopatologie.<br />
Resta inteso, coerentemente con la finalità della raccolta fondi, che <strong>tale strumento non poteva e non potrà essere utilizzato in alcun modo a scopo di lucro</strong> da parte di singoli o di società. Questa sì che sarebbe una truffa ai danni dei benefattori.<br />
Abbiamo donato il microscopio alla <em>Facoltà di Scienze e Tecnologie</em> dell’Università di Urbino per coinvolgere altri scienziati considerata anche l’oggettiva sottoutilizzazione dello strumento in quanto per tre anni esso è  stato nella disponibilità esclusiva di chi, come il dott. Montanari, abbiamo visto impegnato in campagna elettorale in tutta Italia come candidato Premier della lista politica nazionale “Bene Comune” e a promuovere libri da lui  curati, o chi, come la Dott.ssa Gatti, svolgono altra professione part time impedendo il pieno sfruttamento del microscopio come l’importanza delle ricerche e il costo dello strumento richiederebbero.<br />
<strong>Come più volte sollecitato ai due dottori</strong>, rimaniamo in attesa di una reportistica sui risultati e sulle scoperte scientifiche – confermate da pubblicazione e da attestati della comunità scientifica &#8211; prodotte in questi tre anni di possesso del microscopio. Ciò crediamo sia doveroso nei confronti dei benefattori. E’ evidente che riferimenti a ricerche e studi svolti<strong> prima</strong> dell’acquisto del microscopio in oggetto non sono inerenti a tale ripetuta richiesta, ma, anzi, possono risultare fuorvianti.<br />
Non ci stupiscono le reazioni e illazioni del dott. Montanari nei confronti della decisione della nostra Onlus di allargare la ricerca, ma<strong> a noi ciò che preme è il rispetto della legge e dei benefattori, i risultati scientifici e quindi la salute dei cittadini, non i bilanci di una società a scopo di lucro</strong> quale è la Nanodiagnostics srl dei dottori Montanari e Gatti.</p>
<p>E’ evidente che falsità e ulteriori illazioni ci vedranno costretti a difendere la nostra immagine e onorabilità nelle dovute sedi legali”.<br />
<strong><em>Associazione Carlo Bortolani Onlus</em></strong></p>
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		<item>
		<title>Donato il microscopio all’Università di Urbino</title>
		<link>http://www.bortolanionlus.it/2009/06/30/donato-il-microscopio-all%e2%80%99universita-di-urbino/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 10:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisto del Microscopio]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Donazioni per il Microscopio]]></category>

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		<description><![CDATA[In condivisione con Beppe Grillo, il microscopio ESEM è stato donato all’Università di Urbino, ente scelto fin dal termine della raccolta fondi lanciata da Beppe Grillo come partner nella ricerca scientifica e nell’utilizzo dello strumento. Nella donazione la clausola che permette l’utilizzo del microscopio ai Dottori Stefano Montanari e Antonietta Gatti.
Considerato
- che il microscopio ESEM a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="microsc" src="http://www.bortolanionlus.it/wp-content/uploads/2009/06/microsc-150x150.jpg" alt="microsc" width="150" height="150" /><strong>In condivisione con Beppe Grillo</strong>, il microscopio ESEM è stato donato all’Università di Urbino, ente scelto fin dal termine della raccolta fondi lanciata da Beppe Grillo come partner nella ricerca scientifica e nell’utilizzo dello strumento. Nella donazione la clausola che permette l’utilizzo del microscopio ai Dottori Stefano Montanari e Antonietta Gatti.</p>
<p><strong>Considerato</strong></p>
<p>- che il microscopio ESEM a scansione ambientale e lo strumento di microanalisi di proprietà dell’Associazione Carlo Bortolani Onlus, erano vincolati a un contratto di comodato d’uso fra l’Associazione Carlo Bortolani Onlus e il Centro di Geobiologia dell’Università di Urbino diretto dal Prof. Rodolfo Coccioni, stipulato in condivisione con la Dott.ssa Antonietta Gatti e il dott. Stefano Montanari;<br />
- che l’Associazione Carlo Bortolani Onlus, nel rispetto della normativa, non può occuparsi di ricerca scientifica, né finanziare essa;<br />
- che da Luglio 2008 il Centro di Geobiologia, al pari degli altri Centri dell’Università di Urbino, ha cessato di esistere;<br />
- che l’Università di Urbino, attraverso la Facoltà di Scienze e Tecnologie, si è resa disponibile ad accettare in donazione il microscopio, accollandosi tutte le spese di gestione, ferma restando la clausola contrattuale che consente ai dottori Gatti e Montanari di proseguire nell’utilizzo dello strumento ai fini della ricerca scientifica così come previsto nella campagna di raccolta fondi lanciata da Beppe Grillo nel Marzo 2006;<br />
- che il coinvolgimento dell’Università consente di allargare e implementare ulteriormente la ricerca scientifica sulle nanoparticelle, sulle patologie ambientali e su altre tematiche relative all’ambiente, ad altri scienziati e ricercatori così da consentire il massimo sfruttamento delle potenzialità e delle opportunità offerte dal microscopio;</p>
<p><strong>tutto ciò premesso</strong></p>
<p>Il giorno mercoledì 17 giugno 2009 l’Associazione Carlo Bortolani Onlus, rappresentata dal Presidente <em>Avv. Marina Bortolani,</em> si è recata ad Urbino presso lo studio del Notaio <em>Dott. Marco Paladini </em>insieme al <em>Dott. Enzo Fragapane</em>, Direttore Amministrativo dell’Università di Urbino in rappresentanza del Rettore per la stipula della contratto di donazione attraverso il quale il microscopio a scansione ambientale Q200 Feg ESEM Quanta-200 FEI con microanalisi a dispersione di energia di proprietà dell’Associazione Carlo Bortolani Onlus viene donato all’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” con sede in Urbino CF 82002850418.</p>
<p>La donazione, nel rispetto della raccolta fondi pubblica lanciata da Beppe Grillo iniziata nel mese di Marzo 2006 e terminata nel mese di Marzo 2007, è vincolata nell’atto di donazione dalla seguente servitù:</p>
<p><em>“La Dott.ssa Antonietta Gatti e il Dott. Stefano Montanari potranno usufruire dell’utilizzo del microscopio ESEM donato dall’Associazione stessa alla Facoltà di scienze e Tecnologie dell’Università di Urbino per effettuare ricerche scientifiche sulle nanopatologie in relazione alle ricerche in corso e per consentirne la prosecuzione, <strong>almeno</strong> per un giorno alla settimana e in accordo con le norme stabilite dalla stessa Facoltà per l’utilizzazione delle grandi strumentazioni”.</em></p>
<p>Il <em>Prof. Rodolfo Coccioni</em> sarà il responsabile scientifico del microscopio. Sarà premura del Prof. Coccioni informare ogni tre mesi l’Associazione sull’utilizzo del microscopio, sulle ricerche effettuate dai diversi scienziati e ricercatori che utilizzeranno questo strumento e sui risultati delle loro ricerche pubblicati su specifiche riviste scientifiche.<br />
L’Associazione Carlo Bortolani Onlus si impegna a divulgare tempestivamente tali aggiornamenti.</p>
<p>L’Associazione Carlo Bortolani Onlus auspica che l’ampliamento del numero di scienziati e ricercatori che oltre alla Dott. Gatti e il Dr. Montanari potranno utilizzare il microscopio ESEM possa giovare ulteriormente allo sviluppo della ricerca scientifica in campo ambientale e che si possa essere ancora più orgogliosi delle scoperte scientifiche realizzate attraverso l’utilizzo di questa importante strumentazione acquistata grazie alle generosità di migliaia di benefattori.</p>
<p><strong><em>Associazione Carlo Bortolani Onlus</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong>RODOLFO COCCIONI<br />
</strong>E’ Professore Ordinario di Paleontologia e Paleoecologia presso l’Università degli Studi di Urbino dove tiene gli insegnamenti di Paleontologia e Paleoecologia, di Micropaleontologia e di Programmazione e Gestione delle Aree Protette. Presso la stessa Università ricopre attualmente gli incarichi di Responsabile della Sezione “Geobiologia, Patrimonio Culturale e Analisi del Paesaggio” del Dipartimento di Scienze dell’Uomo, dell’Ambiente e della Natura e di Coordinatore del gruppo Nord-Ovest-Sud-Est (<a href="http://www.noseonline.org">www.noseonline.org</a>).<br />
Dal 2002 al 2008 è stato Direttore dell’Istituto di Geologia dell’Università di Urbino e presso la stessa Università, dal 1995 al 2008, è stato Direttore del Centro di Geobiologia. Dal 2003 al 2006 è stato membro della Commissione per i Beni e le Attività Culturali della Regione Marche. Dal 2001 è Vicepresidente della Società Internazionale di Micropaleontologia, Microbiologia e Meiobentologia (ISEMMM). Dal 2008 è membro del Consiglio di Presidenza della Federazione Italiana di Scienze della Terra (FIST), membro della Commissione Italiana di Stratigrafia e voting member della International Subcommission on Paleogene Stratigraphy. Nell’ambito della FIST è Presidente del Comitato per la Diffusione della Cultura Scientifica. Dal 2009 è Vicepresidente della Società Paleontologica Italiana.<br />
Geobiologo e ambientalista, ha introdotto, primo in Italia, una nuova disciplina scientifica, la Geologia Medica, per studiare le relazioni e l’impatto dei fattori geologici naturali sullo sviluppo di problemi sanitari nell’uomo, negli animali e nelle piante.<br />
Da oltre un decennio si occupa di divulgazione scientifica nell’ambito delle Scienze della Terra e delle Scienze Ambientali. E’ membro del Comitato Scientifico del Trieste Science Centre. Organizza convegni e mostre. Tiene conferenze di vario argomento presso scuole di ogni ordine e grado e Associazioni culturali e scientifiche.<br />
E’ leader di numerosi progetti nazionali e internazionali di ricerca. E’ autore di 180 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali ed ha curato l’editing di 18 libri.<br />
Gli è stato conferito il premio “Ulisse Aldrovandi 2007”, per la costante ed attenta presenza con cui da anni opera a favore della comunicazione e della diffusione culturale nell’ambito delle Scienze della Terra.<br />
<strong>L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI URBINO “CARLO BO”</strong><br />
L’origine dell’Università di Urbino  è strettamente legata alla storia dell’omonimo Ducato che, agli inizi del XVI secolo, era Vicariato di Santa Romana Chiesa, retto in successione da Guidobaldo I da Montefeltro (1482-1508) e da Francesco Maria I Della Rovere (1508-1538).<br />
Il primo nucleo dell’ateneo risale al 1506-1507. De ne furono i documenti istitutivi: un decreto di Guidobaldo da Montefeltro (del 26 aprile 1506), che riordinava il Collegio dei dottori, e una bolla di papa Giulio II (del 18 febbraio 1507), che conferì al Collegio dei dottori di Urbino la prerogativa di nominare dottori in legge. Nel 1564, un’altra bolla (emanata da papa Pio IV) ampliò le prerogative del Collegio e l’anno successivo Guidobaldo Della Rovere decretò che il Collegio fosse l’unica istituzione a poter attribuire lauree e gradi accademici. Il 6 aprile 1671, infine, una bolla di papa Clemente X trasformava lo Studio urbinate in Università. Chiusa nel periodo della dominazione napoleonica, dopo la restaurazione visse un decennio faticoso, rischiando di essere definitivamente soppressa; riprese i corsi solamente nel 1826.<br />
Un regio decreto del 1862 la dichiarò Libera Università e un decreto legge del dicembre 2006 la trasformò in Università statale. Dal 2003 è intitolata a Carlo Bo, che ne fu rettore dal 1947 al 2001.<br />
L’Università di Urbino (<a href="http://www.uniurb.it">http://www.uniurb.it</a>) comprende oggi 10 Facoltà (Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Lingue e Letterature straniere, Scienze della Formazione, Scienze e Tecnologie, Scienze Motorie, Scienze Politiche, Sociologia),  7 Dipartimenti (Economia e Metodi Quantitavi; Lettererature moderne e Scienze Filologico Linguistiche; Scienze Biomolecolari; Scienze del Testo: Filologia, Linguistica, Storia, Letteratura; Scienze dell’Uomo, dell’Ambiente e della Natura; Studi su Società, Politica e istituzioni; Studi Aziendali e Giuridici), 22 Corsi di Laurea Triennale, 26 Corsi di Laurea Specialistica e Magistrale, 3 Corsi di Laurea Speciale, 17 Masters e 24 Corsi di Specializzazione e Perfezionamento.<br />
L’Università di Urbino conta approssimativamente 19 mila studenti e impiega circa 1100 persone tra personale di ruolo e a contratto.</p>
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		<title>Probabile nuovo processo per il condannato a morte Michael Toney: una prova potrebbe scagionarlo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 14:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Le speranze del condannato a morte Michael Toney, incontrato dall’Associazione Carlo Bortolani Onlus insieme al Sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio nell’Ottobre 2006, potrebbero concretizzarsi attraverso l’apertura di un nuovo processo.
 7/10/2008 : Si stanno verificando novità processuali positive relative al condannato a morte Michael Toney, visitato più volte dall’Associazione Carlo Bortolani Onlus nel carcere di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bortolanionlus.it/wp-content/uploads/2006/05/michaeltoney.jpg" title="toney.jpg"><img align="left" src="http://www.bortolanionlus.it/wp-content/uploads/2006/05/michaeltoney.miniatura.jpg" alt="toney.jpg" title="toney.jpg" /></a>Le speranze del condannato a morte Michael Toney, incontrato dall’Associazione Carlo Bortolani Onlus insieme al Sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio nell’Ottobre 2006, potrebbero concretizzarsi attraverso l’apertura di un nuovo processo.</p>
<p> 7/10/2008 : Si stanno verificando novità processuali positive relative al condannato a morte Michael Toney, visitato più volte dall’Associazione Carlo Bortolani Onlus nel carcere di massima sicurezza del Texas a Livingston. L’ultima volta (ottobre 2006), l’Associazione propose al Sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio di partecipare all’incontro in carcere con Toney in occasione di un viaggio istituzionale con la città di Fort Worth.</p>
<p>Fu l’Associazione a organizzare l’incontro sulla base di un’idea che ebbe Carlo Bortolani, ovvero quella di far entrare direttamente (e “fisicamente”) le Istituzioni italiane nel braccio della morte, per un saluto, un gesto di solidarietà –ricordando la sacralità della vita umana- verso chi viene legalmente ucciso dallo Stato.</p>
<p>L’Associazione, grazie anche al contributo di David Atwood (Presidente Pax Christi Texas e fondatore della Coalizione texana contro la pena di morte) e di Arianna Ballotta (Presidente Nazionale di Coalit) scelse i casi processuali più “ambigui”, ovvero i casi di possibili condannati a morte innocenti al fine di una maggiore sensibilizzazione in territorio americano (anche gli americani favorevoli alla pena capitale non hanno lo stomaco per uccidere un innocente). Rimane il fatto che la vita è sacra sempre e comunque, sia per l’innocente che per il colpevole.</p>
<p>Ma torniamo alle novità processuali di Michael ricordando il caso per il quale fu condannato alla pena capitale.</p>
<p>Michael Tony fu accusato e condannato alla pena dimorte per aver lasciato sulla porta di casa della famiglia Blount di Lake Worth (nei pressi di Fort Worth, la città gemellata con Reggio Emilia) una bomba a seguito della cui esplosione morirono tre persone: Angela Blount, 15 anni, suo padre Joe e il 18enne Michael Columbus.</p>
<p>Il caso rimase irrisolto per 12 anni, finchè un giorno un compagno di prigionia di Michael Toney (alle sbarre allora per un furto) riferì alle autorità giudiziarie di aver ricevuto la confidenza dallo stesso Toney di esser stato lui l’autore di quella bomba del 1985. A seguito di tale testimonianza, il compagno di cella di Michael Toney fu liberato.</p>
<p>Successivamente si aprì il processo a carico di Toney, noto cowboy di rodeo.</p>
<p>La vicenda processuale, fra strane testimonianze e improvvise ritrattazioni, si tinse di giallo fin dall’inizio. Il risultato fu che alla fine lo Stato del Texas diede un nome al “colpevole” di quella bomba che spezzò tre giovani vite: Michael Toney.</p>
<p>Il condannato a morte –in condizioni economiche non abbienti- si dovette accontentare della difesa d‘ufficio.</p>
<p>Fin dal primo istante si è sempre proclamato innocente.</p>
<p>Poi, da circa due anni, grazie al contributo della Texas Defender Service nella persona dell’Avvocato Jared Tyler e al contributo economico di tanti benefattori europei che hanno permesso di incaricare un altro avvocato specializzato in “inchieste” è emerso un fatto grave: durante il processo che condannò a morte Michael Toney, le autorità giudiziarie archiviarono –e quindi non utilizzarono- una prova che avrebbe potuto scagionare Toney.</p>
<p>In questi giorni quindi si sta decidendo sulla riapertura del caso. I giudici rimangono convinti della colpevolezza di Toney, ma stanno valutando la possibilità di riammettere quella prova tenuta nascosta per tutti questi anni.</p>
<p>L’epilogo della vicenda potrebbe essere la scarcerazione definitiva di Michael Toney e la proclamazione della sua innocenza. E il Texas dovrà cominciare di nuovo a cercare e trovare un altro nome al colpevole di quella strage di 23 anni fa. Si spera non sulla base della testimonianza di un pregiudicato.</p>
<p>   </p>
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