Probabile nuovo processo per il condannato a morte Michael Toney: una prova potrebbe scagionarlo

toney.jpgLe speranze del condannato a morte Michael Toney, incontrato dall’Associazione Carlo Bortolani Onlus insieme al Sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio nell’Ottobre 2006, potrebbero concretizzarsi attraverso l’apertura di un nuovo processo.

 7/10/2008 : Si stanno verificando novità processuali positive relative al condannato a morte Michael Toney, visitato più volte dall’Associazione Carlo Bortolani Onlus nel carcere di massima sicurezza del Texas a Livingston. L’ultima volta (ottobre 2006), l’Associazione propose al Sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio di partecipare all’incontro in carcere con Toney in occasione di un viaggio istituzionale con la città di Fort Worth.

Fu l’Associazione a organizzare l’incontro sulla base di un’idea che ebbe Carlo Bortolani, ovvero quella di far entrare direttamente (e “fisicamente”) le Istituzioni italiane nel braccio della morte, per un saluto, un gesto di solidarietà –ricordando la sacralità della vita umana- verso chi viene legalmente ucciso dallo Stato.

L’Associazione, grazie anche al contributo di David Atwood (Presidente Pax Christi Texas e fondatore della Coalizione texana contro la pena di morte) e di Arianna Ballotta (Presidente Nazionale di Coalit) scelse i casi processuali più “ambigui”, ovvero i casi di possibili condannati a morte innocenti al fine di una maggiore sensibilizzazione in territorio americano (anche gli americani favorevoli alla pena capitale non hanno lo stomaco per uccidere un innocente). Rimane il fatto che la vita è sacra sempre e comunque, sia per l’innocente che per il colpevole.

Ma torniamo alle novità processuali di Michael ricordando il caso per il quale fu condannato alla pena capitale.

Michael Tony fu accusato e condannato alla pena dimorte per aver lasciato sulla porta di casa della famiglia Blount di Lake Worth (nei pressi di Fort Worth, la città gemellata con Reggio Emilia) una bomba a seguito della cui esplosione morirono tre persone: Angela Blount, 15 anni, suo padre Joe e il 18enne Michael Columbus.

Il caso rimase irrisolto per 12 anni, finchè un giorno un compagno di prigionia di Michael Toney (alle sbarre allora per un furto) riferì alle autorità giudiziarie di aver ricevuto la confidenza dallo stesso Toney di esser stato lui l’autore di quella bomba del 1985. A seguito di tale testimonianza, il compagno di cella di Michael Toney fu liberato.

Successivamente si aprì il processo a carico di Toney, noto cowboy di rodeo.

La vicenda processuale, fra strane testimonianze e improvvise ritrattazioni, si tinse di giallo fin dall’inizio. Il risultato fu che alla fine lo Stato del Texas diede un nome al “colpevole” di quella bomba che spezzò tre giovani vite: Michael Toney.

Il condannato a morte –in condizioni economiche non abbienti- si dovette accontentare della difesa d‘ufficio.

Fin dal primo istante si è sempre proclamato innocente.

Poi, da circa due anni, grazie al contributo della Texas Defender Service nella persona dell’Avvocato Jared Tyler e al contributo economico di tanti benefattori europei che hanno permesso di incaricare un altro avvocato specializzato in “inchieste” è emerso un fatto grave: durante il processo che condannò a morte Michael Toney, le autorità giudiziarie archiviarono –e quindi non utilizzarono- una prova che avrebbe potuto scagionare Toney.

In questi giorni quindi si sta decidendo sulla riapertura del caso. I giudici rimangono convinti della colpevolezza di Toney, ma stanno valutando la possibilità di riammettere quella prova tenuta nascosta per tutti questi anni.

L’epilogo della vicenda potrebbe essere la scarcerazione definitiva di Michael Toney e la proclamazione della sua innocenza. E il Texas dovrà cominciare di nuovo a cercare e trovare un altro nome al colpevole di quella strage di 23 anni fa. Si spera non sulla base della testimonianza di un pregiudicato.

   

7 ottobre 2008     Categoria: Comunicati