Un umanesimo costituzionale

firmaCostituzione.gif8 Gennaio 2008: Sono passati sessant’anni da quel gennaio del 1948 quando venne approvata la Costituzione Italiana che ci invidiano in tutto il mondo: 139 precetti che seppero guardare lontano attraverso il riconoscimento dell’esistenza dei diritti inviolabili dell’uomo e il valore della dignità propria della persona umana.
I principi costituzionali, elaborati in un delicato periodo storico, potevano cadere nella trappola di una visione antifascista rivolta più al passato che al futuro. Ma così non fu. I nostri padri costituenti gettarono, con quel capolavoro che fu la Costituzione, i principi fondamentali che successivamente determinarono il vivere politico e sociale della Repubblica Italiana fino ai giorni nostri.
Tali principi interessano tutti i campi: dal diritto privato -norme sulla proprietà, sulla famiglia, sulle successioni-, al diritto del lavoro –assicurazioni sociali, retribuzione, ferie, orario massimo, parità uomo donna-, al diritto commerciale, tributario, amministrativo ecc.
La Costituzione –così vollero i costituenti- nacque come una legge superiore per evitare che con una legge ordinaria si potessero violare i diritti assicurati dalla Carta costituzionale.
Diritti esplicitati in modo chiaro che regolano i rapporti fra il cittadino e lo Stato, ma anche fra i privati. Si ricordano in particolare il diritto alla libertà personale, alla libertà religiosa, di riunione, di associazione, di manifestazione del pensiero…
Diritti “inviolabili” dell’uomo, prima ancora che del cittadino. Quindi nessuna concessione da parte dello Stato, ma “riconoscimenti”, cioè, lo Stato riconosce (non “concede”) quei diritti come diritti inviolabili della persona.
Un umanesimo costituzionale, che pone al centro l’uomo-persona, punto di incontro e di condivisione delle diverse anime dei costituenti: cattolicesimo democratico, liberalismo laico e marxismo.
Che grandi che erano i nostri costituenti!
Se penso all’oggi, alla promulgazione di leggi che sostengono prevalentemente interessi di lobby di potere o interessi personali, fatte magari nel tentativo di dribblare quei principi costituzionali ritenuti “obsoleti” da diversi politici, non posso che provare nostalgia –oltre che profonda ammirazione- per quei giganti del passato che hanno saputo proteggermi come persona, come fanciulla, studentessa, donna, lavoratrice, impresa e famiglia. Hanno saputo tutelare le mie libertà e i miei diritti ancora oggi inviolabili.
Qualcuno ha provato a dare picconate alla Carta costituzionale, per fortuna senza successo, anche perché la mobilitazione in ogni città a difesa della Costituzione si è fatta sentire forte e chiara.
Difendere la Costituzione è difendere noi stessi.
Buon compleanno cara Costituzione dal volto umano!
Marina Bortolani

8 gennaio 2008     Categoria: Comunicati