Al V Day proposte sensate, non demagogia

Vdaygrillo.jpg“V” di Vendetta verso la casta dei politici: questa doveva essere la spinta motivazionale che ha portato centinaia di migliaia di cittadini nelle piazze d’Italia partecipando al V Day promosso da Beppe Grillo.

Ma così non è stato.

Ero a Bologna, in Piazza Maggiore, e ho visto da vicino 50.000 persone animate da uno spirito costruttivo, non di vendetta, persone che non si identificano più nell’attuale compagine politica fatta di partiti e partitini abili nel cambiare nome, ma non sufficientemente scaltri nel tenersi stretta la fiducia degli italiani.

La gente comune, i cittadini, imprenditori, operai, insegnanti, casalinghe, pensionati e tanti, tantissimi giovani si sono definitivamente allontanati da una politica che non li rappresenta più, che è diventata giorno dopo giorno, anno dopo anno, un laboratorio troppe volte pieno di menzogne, affari illeciti, mafia e corruzione.

Ovvio, in tutto questo ci sono anche brave persone, politici che credono ancora nello spirito di servizio e che lavorano per il bene comune. Ma non sono tanti. E purtroppo non fanno notizia.

Beppe Grillo attraverso la rete, con il suo blog –fra i 10 più cliccati al mondo- ha tolto il velo di ipocrisia su tanti casi italiani denunciando con coraggio la mala-Italia, quel pezzo del nostro Paese che va cambiato.

E con il V Day ha invitato tutti coloro che vogliono dire basta ad una politica che è diventata l’antipolitica, a scendere in piazza, a manifestare per sostenere tre semplici proposte che esponenti di entrambi gli schieramenti si sono affrettati a sottoscrivere: 1) via dal Parlamento i condannati in via definitiva; 2) stop alla permanenza in Parlamento dopo due mandati; 3) elezione diretta dei candidati da parte dei cittadini.

Proposte sensate, civili, niente di eversivo.

Ma qualcuno ha cercato di dipingere Beppe Grillo come la persona che non è.

Addirittura si ricorre alle bugie, sostenendo che Grillo avrebbe insultato Marco Biagi. Diversi mass media (la RAI in primis) hanno tentato di costruire un caso su un fatto mai accaduto. Ma perchè in Italia è possibile pubblicare il falso nonostante 50.000 testimoni?VdayMolly.JPG

Ho partecipato nel maggio scorso anche al Family Day, quando in Piazza San Giovanni a Roma centinaia di migliaia di italiani si radunarono per fare proposte ragionevoli a sostegno della famiglia. E anche in quell’occasione diversi mass media cercarono di smantellare il successo della manifestazione tramite invenzioni giornalistiche.

Perché tanto timore per la piazza?

Perché non si fa tesoro di questo malessere che si sta diffondendo in tutto il Paese?

Beppe Grillo ora ha una grande responsabilità: quella di non far scemare l’entusiasmo e le speranze di tutti coloro che l’8 settembre erano nelle piazze italiane. Se i girotondini, nati come voce critica e propositiva della sinistra italiana si sono sciolti come neve al sole, il popolo dei meet up sabato scorso chiedeva a Beppe Grillo di non fermarsi a quelle tre proposte e di continuare a rappresentare un fenomeno politico che dal basso ha contagiato il Paese.

Chi si sente diverso, oggi, dovrebbe subito accogliere la proposta di Grillo e far approvare una legge a tamburo battente. Inutile rivendicare la diversità e la moralità per poi starsene con le mani in mano.

Ascoltando le grottesche dichiarazioni di molti politici il giorno dopo il V Day (da Pierferdinando Casini a Enrico Boselli) mi è venuto in mente quell’aristotelico il quale, in piena epidemia di peste nella Milano del ‘600, sosteneva che la peste non esisteva perché non contemplata dalle categorie aristoteliche.

Quell’aristotelico morì dopo qualche giorno, di peste.

- Marina Bortolani -

11 settembre 2007     Categoria: Comunicati